Sant’Anna di Stazzema

Domenica 25 Giugno, alle ore 10,  nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia di Camaiore, il paese natale di Pietro Giuntini, verrà celebrata una messa in suo suffragio. Ci saranno parenti ed amici

 

Pietro Giuntini (1930-2017)

Mercoledì 25 gennaio 2017 è morto Pietro Giuntini, il sopravvissuto alla strage di Sant’Anna di Stazzema che con il suo racconto, fatto a me e a altri il 9 settembre 2012, ha cambiato la mia vita, dirigendo i miei interessi di ricerca verso la ricostruzione storica di quel terribile evento. La cosa ha addolorato molto me e molti di quelli che lo conoscevano e avevano imparato ad amare quest’uomo solo, fragile, che portava con sé tra la tante sue sofferenze il ricordo del momento in cui aveva visto cadere davanti ai suoi occhi, sulla piazza della chiesa di Stazzema don Innocenzo Lazzeri, e una bambina che pochi istanti prima voleva giocare con lui, allora ragazzo di poco meno di 14 anni.

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A SANT’ANNA DI STAZZEMA
RIVISTA ONLINE SULLE STRAGI NAZIFASCISTE

ideata e pubblicata da Marco Piccolino
con la collaborazione di Giovanni Niccoli

copertina

QUESTA RIVISTA E’ STATA CREATA CON LO SCOPO DI CONSERVARE E PROMUOVERE LA MEMORIA DELLE STRAGI NAZIFASCISTE E IN PARTICOLARE DI  QUELLA DI

SANT’ANNA DI STAZZEMA

CHIUNQUE DESIDERI ADERIRE ALL’INIZIATIVA CON RICORDI, TESTI, MATERIALE DOCUMENTARIO DI VARIO TIPO, E’ PREGATO DI CONTATTARCI A QUESTO INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA:

asantannadistazzema@gmail.com

If you are interested in some of the texts of this journal we can provide you with a simple English translation (possibly via an audio file)
Si vous êtes intéressés  à quelqu’un des textes de ce journal , on peut vous fournir une simple traduction en Français (peut-être par un fichier audio)
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NOVITA’ – UNA BELLA NOTIZIA PER LE PERSONE INTERESSATE ALLE STORIE DI SANT’ANNA DI STAZZEMA – DON INNOCENZO LAZZERI E ALTRE TRE PERSONE, PROCLAMATI “GIUSTI TRA LE NAZIONI DI ISRAELE” PER AVER SALVATO VARI MEMBRI DELLE FAMIGLIE EBREE SRAFFA E VENTURA DI PIETRASANTA DURANTE L’ULTIMA GUERRA MONDIALE – CLICCATE QUI PER LEGGERE LA LETTERA DELLA YAD VASHEM, L’ARTICOLO APPARSO IL 24 FEBBRAIO SUL TIRRENO VERSILIA E, INFINE, LE TESTIMONIANZE CHE HANNO PORTATO AL RICONOSCIMENTO TRA CUI QUELLA DI FRANCA SRAFFA, UNA DELLE PROTAGONISTE DELL’EPISODIO.

GOOD NEWS FOR THE PERSONS INTERESTED IN THE STORIES OF SANT’ANNA – DON INNOCENZO LAZZERI AND THREE OTHER PERSONS AWARDED THE HONOUR OF “RIGHTEOUS AMONG THE NATIONS” OF ISRAEL FOR HAVING PROTECTED THE JEWISH FAMILIES SRAFFA AND VENTURA DURING THE LAST WORLD WAR. CLICK HERE TO SEE THE LETTER FROM YAD VASHEM ANNOUNCING THE AWARD, THE ARTICLE APPEARED OF THE NEWSPAPER “IL TIRRENO” ON 24TH FEBRUARY, AND, MOREOVER, THE ENGLISH TRANSLATIONS OF THE WITNESSES WHICH HAVE BROUGH ABOUT THE AWARD, AMONG WHICH THAT OF FRANCA SRAFFA, ONE OF THE PROTAGONISTS OF THE EPISODE

IN EVIDENZA

gerhard-sommer- giovane e vecchio___

Lettera spedita nel giugno 2015 a Lutz von Selle, Procuratore Capo di Amburgo per la clemenza della sua Procura verso Gerhard Sommer, l’uomo che ha fatto bruciare vivi i bambini a Sant’Anna di Stazzema (also in German and English)  ///  Brief an den Hamburger Generalstaatsanwalt Lutz von Selle…  ///  Letter to Lutz von Selle, Chief Public Prosecutor of Hamburg…

PER FORTUNA NON TUTTI I TEDESCHI SONO COME LUI, O COME I GIUDICI DI  AMBURGO!

C’è almeno “un giusto” in Germania! E’ a Stoccarda (primo luogo di giustizia negata  dallla Germania per i fatti di Sant’Anna). Si chiama Gunther Leibbrand e ha parlato il 30 gennaio 2016 proprio a Sant’Anna di Stazzema per esprimere la disapprovazione sua e dell’associazione Die AnStifter (di cui è membro) contro l’ «ingiustizia teutonica» per la strage del 12 agosto 1944. Questa foto lo ritrae mentre pronuncia il suo discorso, che potete leggere cliccando qui: (klicken Sie hier, um die  deutsche Version zu lesen)

Gunther Leibbrand

Per leggere il discorso pronunciato nella stessa occasione dalla Signora Gisela Erler, Consigliere di Sato del Baden-Württemberg cliccate qui.
Um die Rede der Staatsrätin der baden-wuerttembergischen Landesregierung, Frau Gisela Erler, beim gleichen Anlaß nachzulesen, bitte hier anklicken
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Shtiler Shtiler, la canzone del ghetto di Vilnius:  clicca qui per leggere il testo o qui per ascoltare la canzone su youtube
COME I NAZISTI UCCIDEVANO A VILNIUS (da p. 55 della rivista – clicca qui per leggere l’articolo completo) oppure leggi qui di seguito:
La bella ebrea e Weiss, l’assassino romantico  Zerna Morgenstein camminava con la madre e il fratellino. Giunti alla fossa i condannati dovettero spogliarsi. A chi non obbedì furono cavati gli occhi. A essere sollecitati a togliersi i vestiti erano specialmente le donne giovani. Era già sera, la luna era sorta… Quando Zerna si avvicinò seminuda alla fossa, Weiss le andò vicino, le prese la mano e la tirò a lato. Intendeva salvarla. Zerna si divincolò: voleva morire insieme alla madre e al fratello, che erano già stati fucilati. Weiss non la lasciò andare. «Una ragazza così bella non deve morire» insisteva. Zerna singhiozzava, cercava di scappare, ma Weiss la tratteneva per la mano. «Guarda com’è bello il mondo» le diceva indicando gli alberi rischiarati dal chiarore della luna. «Tu sei giovane. Come sei bella al chiaro di luna!»   Mentre continuava a mormorare in quel modo come un fanciullo innamorato al cospetto delle bellezze della terra, estrasse lentamente una pistola dalla tasca posteriore e sparò alla nuca della ragazza. Una sonora risata e trascinò una ragazza in agonia alla fossa. (da Sutzkever, in Grossman ed Erenburg, Il libro nero, 1999, pp. 367-68)
La morte di Liuba Leviska In Rudinitzker Strasse Liuba incrociò Murer, che passava in automobile. Questi la fermò, ispezionò la piastrina di latta che ella la portava al collo. Verificò che tutti i vertici del contrassegno a sei punte fossero ben cuciti e sottopose Liuba a un’accurata perquisizione. Quando trovò il sacchetto con i piselli, ordinò alla cantante di salire in vettura e la portò nella prigione di Lukiszki. Liuba rimase là dentro un mese. Ogni giorno qualcuno veniva portato fuori dalla cella e mandato a morire. Liuba sapeva che non sarebbe mai potuta tornare a cantare nel ghetto né tantomeno in libertà. Aveva i giorni, e forse le ore, contati. Si mise perciò a cantare in cella, a cantare per le sue sorelle condannate a morte, per lenirne l’animo tormentato.   Weiss, all’epoca comandante del Sonderkommando, la portò personalmente a Ponar. Mentre egli stava alla guida dell’auto, gli sedeva accanto la sua dilettissima amante amburghese, Ellen Degner, trentenne, agente della Gestapo. Quando ebbero oltrepassato il reticolato che correva lungo le fosse, la Degner fece fermare la vettura e ordinò a Liuba di spogliarsi. Liuba esitò. Allora la Degner estrasse un pugnale e minacciò di cavarle gli occhi se questa non si fosse spogliata immediatamente… Liuba si tolse i vestiti e così, nuda, si portò sull’orlo della buca, nella quale giacevano, cosparsi di calce, i cadaveri delle persone fucilate. Poco discosti c’erano Weiss e Murer con il suo monocolo. Ellen Degner, già studentessa dell’Università di Amburgo, alzò sorridendo il mitra e con una lunga raffica uccise Liuba.      (da Sutzkever, in Grossman ed Erenburg, 1999, pp. 387-388)
Kittel: uccidere con classe e disinvoltura  Questo era il modo di operare di Kittel: ]un giorno, mentre visitava insieme a Weiss il campo di lavoro di Bezdany, fece chiamare un barbiere ebreo e gli chiese di raderlo. Quando il barbiere ebbe terminato, Kittel gli offrì una sigaretta, e gli chiese gentilmente: «Del fuoco?». «Sì» rispose quello. «Prego» gridò Kittel e freddò il barbiere con un colpo di pistola. Quello sparo fornì inoltre a Weiss e alla sua orda il segnale per dare inizio massacro.   Durante la liquidazione del ghetto di Vilnius, Kittel ordinò di portare un pianoforte in cortile, si sedette, incominciò a suonare. Intanto gli «sgherri» avevano scoperto un rifugio sotterraneo nel quale avevano trovato un ragazzo ebreo. Quando vide Kittel che suonava, il giovane gli si gettò ai piedi implorando pietà. Kittel estrasse la pistola, e, continuando a suonare con la mano sinistra, sparò al ragazzo.      (da Sutzkever, in Grossman ed Erenburg, 1999, p. 376)
SUL PROSSIMO NUMERO DI QUESTA RIVISTA: 
Un articolo di Massimo Di Nicolantonio sulla testimonianza di Nino Mazzolino, il memoriale del dicembre 1944 nel quale si racconta di come i tedeschi fecero bruciare vivi i bambini sulla piazza della chiesa di Sant’Anna.
La storia di come  Don Innocenzo Lazzeri, gli abitanti di Farnocchia e la famiglia Rossi del Tendaio di San Pellegrino in Alpe resero possibile la salvezza delle famiglie ebree Sraffa e Ventura di Pietrasanta…
Il secondo episodio di “I nazisti e libri“, nel quale si parla tra l’altro del coraggio di una professoressa di Fisica di origine siciliana che difese “come una tigre infuriata” il “suo Istituto” all’Università di Pisa, salvandolo dal saccheggio e dalla distruzione. Davanti a lei, in divisa di ufficiali nazisti, due scienziati tedeschi….
Un articolo scritto da Vincenzo Calì sull’eccidio del Basso Sarca in cui morì tra gli altri il partigiano garfagnino Gastone Franchetti
La testimonianza di Mauro Pieri, uno dei sopravvissuti alla strage di Sant’Anna di Stazzema
Un articolo scritto da Bruno Marricco su miscrostorie della seconda guerra mondiale a Selvacava e sulle vicine località dei Monti Aurunci, nelle vicinanze della Linea Gustav

Scusandoci della semplicità grafica di questo sito, ringraziamo quanti vi hanno collaborato, e in particolare Maria Gamundi, che ci ha autorizzato a utilizzare per la copertina l’immagine del suo bellissimo bassorilievo che rievoca una delle storie tragiche di Sant’Anna, Carlo Carta e Lorenzo Sbrenna per l’aiuto nella costruzione del sito, e poi gli autori, Adriano Prosperi, Andrea Brunini, Silvia Franchi, Galileo Venturini, e quanti ci hanno aiutato finora in qualche modo, e – ancor più – quelli  che ci aiuteranno in futuro facendo sì che questo progetto si sviluppi insieme.

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